Rosso di Moneta

Il nostro rosso è frutto di una accurata, manuale, selezione dei grappoli in cantina, sopra un tavolone all’uopo predisposto, proprio come si faceva una volta. L’operazione, lunga, certosina, si svolge manualmente e ha lo scopo di separare i grappoli non ritenuti all’altezza per la vinificazione in rosso.

Il vino è ottenuto da uve canaiolo e ciliegiolo in prevalenza (circa il 70% complessivo) e per il resto è unito a varietà da sempre presenti nelle nostre vigne, quali colorino (intorno al 10%), vermentino nero (10%) alicante e syrah (restante 10%)

Le uve vengono colte solo a perfetta maturazione, e il ciliegiolo, insieme al canaiolo sono i padroni incontrastati di questa fase.

Dopo la pigiadiraspatura, il mosto macera insieme alle bucce per 5/6 giorni, in dipendenza dell’annata e sono effettuati veri e propri delastage almeno 2 volte al giorno. Seguono due travasi e l’affinamento in botti di acciaio inox con continui batonages.

Il vino, dopo aver svolto la malolattica, viene imbottigliato sul finire dell’estate.

Note di degustazione

La grande concentrazione di questo vino è la sua principale caratteristica. La vinificazione con lieviti indigeni restituisce una grande bevibilità dovuta anche alle buone doti di acidità e freschezza.

Note di liquirizia, frutti rossi maturi, accenni balsamici e un finale persistente, mediamente tannico, data l’influenza determinante del mare su questo vino, ne consigliano la conservazione in bottiglia per almeno 24 mesi dall’imbottigliamento.

Il vino evolve bene per i successivi 5 anni.

Annate

2018 – il 2018 è stata l’annata migliore per il rosso di Moneta, nelle ultime dieci. Maturazione perfetta, acidità totale elevata, fermentazione spontanea con livelli di acidità volatile bassissimi. Inverno mite, estate calda e settembre senza precipitazioni hanno restituito uve sanissime, e un prodotto finale che palesa profondità e fraganza, unite a un finale morbido e piacevolmente fresco. Il 2018 rappresenta la nostra idea di vino rosso di Moneta, frutto di più vitigni, come la nostra tradizione ci insegna, e prodotto nella fascia costiera del nord della Toscana, dove la piacevolezza dei nostri rossi si esprime nella beva diretta, fresca e franca. L’affinamento è avvenuto in acciaio inox per 13 mesi e l’imbottigliamento è stato eseguito nel mese di ottobre 2019.

Annate 2019 e 2020

Queste annate non ci sono sembrate idonee per la produzione di un rosso con qualità adeguate, sempre seguendo una filosofia enologica di limitato interventismo.

Quanto al 2019 la tignola ha prodotto una drastica perdita produttiva, e il ciliegiolo sopravvissuto, assieme al vermentino nero, è stato destinato al rosé.

Per il 2020 la maturazione, pur essendo buona, si prestava a essere “pronta” per il rosso, verso la fine di settembre 2020; l’imminenza di un temporale, poi rivelatosi devastante, ci ha indotti a anticipare di qualche giorno la vendemmia delle uve rosse, le quali sono state quindi vinificate in rosa.